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Le bellezze di San Giorgio Maggiore: l’isola della spiritualità

Dal 01-01-2019 al 31-12-2019

Le bellezze di San Giorgio Maggiore rappresentano l’esatto connubio tra tre mondi opposti, ma strettamente connessi: la natura, la fede e l’architettura.
Raggiungibile in soli tre minuti di vaporetto da Piazza San Marco (linea 2 da San Zaccaria direzione ferrovia), l’isola è una meta che non deve mancare nella tua tabella di marcia.
L’atmosfera di spiritualità sarà ben percepibile nel momento stesso in cui, sceso dal vaporetto, ti troverai di fronte all’immensità della basilica e del monastero, pronto a scoprire i luoghi più remoti di quest’isola affascinante.

Le bellezze di San Giorgio Maggiore: la storia dell’isola

Anticamente chiamata Isola dei Cipressi, data l’abbondanza di questi alberi, l’isola di San Giorgio Maggiore prende il nome da una piccola chiesetta in legno fondata tra l’VIII e IX secolo. Il luogo sacro era dedicato a San Giorgio, protettore della Cavalleria Militare e Civile dello Stato Italiano, e, per distinguerla dall’isola di San Giorgio di Alga, gli venne aggiunto l’aggettivo “Maggiore“.
Di proprietà della famiglia patrizia dei Memmo, l’isola venne data in dono dal doge Memmo al monaco benedettino Giovanni Morosini nel 982. Dopo svariate opere di bonifica del terreno paludoso, Padre Morosini decise di fondare un monastero adiacente alla piccola chiesa che potesse divenire punto di riferimento per i giovani che avevano il desiderio di intraprendere la vita religiosa.
Grazie alle abbondanti donazioni da parte delle famiglie aristocratiche veneziane, il monastero crebbe a tal punto da essere considerato uno dei luoghi di culto più influenti in tutta Europa in campo teologico e culturale.
Purtroppo, il prestigio monastico non durò a lungo e con il Trattato di Campoformio del 1797, la città di Venezia passò nelle mani del Governo Francese. L’isola subì una profonda trasformazione: la bellezza mistica della vita benedettina venne meno e lo spazio sacro divenne presidio militare prima e porto franco poi.
Nel 1951, il Governo Italiano concesse gli spazi dell’isola al facoltoso conte Vittorio Cini che vi fondò la Fondazione Giorgio Cini, dedicata al figlio scomparso in un incidente aereo. Un importante progetto di restauro portò ad una riqualificazione del complesso monastico e l’isola ritrovo lo splendore dei secoli precedenti.
Oggi la Fondazione ospita numerose iniziative culturali che spaziano dalla storia dell’arte, alla musica fino al teatro. Progetti espositivi e concerti intrattengono il pubblico nell’arco dell’anno e la vita nell’isola di San Giorgio non si ferma mai.

Le bellezze di San Giorgio Maggiore: fede e architettura

La tua visita può cominciare visitando la famosa Basilica di San Giorgio Maggiore, frutto dei progetti del celebre architetto italiano Andrea Palladio, il quale si concentrò a creare un contrappeso ideale a Piazza San Marco, posta sul lato opposto del bacino. Utilizzando la pietra d’Istria, Palladio creò una struttura architettonica ispirata agli edifici termali degli antichi romani: rifiutando soluzioni facili e prevedibili, il risultato è unico e grandioso nella sua specie.
Al suo interno vi sono conservati numerosi dipinti: l’Ultima Cena (1592-1594) di Jacopo Tintoretto, la Madonna col bambino e Santi (1708) di Sebastiano Ricci, oltre a tele di Palma il Giovane, Domenico Tintoretto e Jacopo Bassano.
Di fianco alla Basilica, è possibile entrare nel refettorio, anch’esso ristrutturato da Palladio a partire dal 1560. Originariamente, la grandiosità di questo spazio era data da una tela di grandi dimensioni posta sulla parete in fondo alla sala: le Nozze di Cana (1562) di Paolo Veronese. È facile pensare che l’opera sia stata commissionata all’artista veronese in relazione ai progetti architettonici palladiani, ma per volere di Napoleone, nel 1797 il dipinto fu trafugato e trasferito nel museo del Louvre di Parigi.
Ti raccomandiamo di non dimenticarti di salire sulla cima del campanile adiacente alla chiesa: in pochi secondi un ascensore ti porterà fino alla cella campanaria da cui dominerai l’intera città di Venezia fino a scorgere i Colli Euganei in provincia di Padova.

Le bellezze di San Giorgio Maggiore: natura e opere

La natura è parte integrante dell’isola di San Giorgio e, nonostante le numerose opere di riprogettazione del complesso monumentale, essa risulta essere protagonista indiscussa.
L’anima verde la troviamo in entrambi i chiostri siti all’interno del monastero: il primo, il Chiostro degli Allori, fu costruito in epoca rinascimentale dall’architetto Andrea Buora, mentre il secondo, il Chiostro Palladiano detto anche Chiostro dei Cipressi, fu terminato alla fine del Seicento su progetto di Andrea Palladio.
Il Chiostro degli Allori, il dormitorio e la relativa Sala Capitolare costituiscono la parte più antica di tutto il cenobio di San Giorgio Maggiore: al centro di questo chiostro potrai ammirare la vera da pozzo caratterizzata da un bassorilievo di Santa Lucia, le cui spoglie furono conservate all’interno del monastero fino al XIII secolo, per poi essere sposate a Cannaregio.
Il Chiostro dei Cipressi, fu realizzato successivamente dal più famoso architetto del momento, Andrea Palladio che rivoluzionò gran parte delle opere architettoniche presenti sull’isola. La linearità degli elementi decorativi e l’arte topiaria rendono questo ritaglio di natura un luogo di contemplazione e spiritualità, adatto a chi sta cercando una risposta o semplicemente un momento di relax alternativo.
La natura la fa da padrona anche nello spazio esterno al monastero: il Teatro Verde o teatro di verzura, è di recente costruzione e può ospitare fino a 1484 posti a sedere.
Realizzato sul modello classico greco-romano, l’anfiteatro en plein air fu realizzato usando principalmente la pietra bianca vicentina intercalata da spalliere di bosso.
Negli anni, il Teatro Verde ha ospitato numerosi spettacoli messi in scena dalle più famose compagnie teatrali europee e per un breve lasso di tempo è stato gestito dalla Biennale di Venezia che vi allestiva grandi spettacoli di danza.
Il Teatro Verde è diventato parte dei luoghi protetti dal Fai, Fondo Ambiente Italiano, che tutela le bellezze della laguna e di tutto il territorio italiano.

Le bellezze di San Giorgio Maggiore: cultura ludica

Gli studiosi di tutto il mondo potranno trovare nell’Isola di San Giorgio una straordinaria fonte di informazioni e documenti per le loro ricerche: più di 300.000 volumi tutti precisamente archiviati negli spazi dedicati alla fruizione del sapere universale.
Da una decina di anni, l’antico dormitorio dei frati benedettini è diventato il cuore del complesso bibliotecario della Fondazione Cini: la Manica Lunga. Questa lunga arteria dell’edificio, insieme alla famosa Biblioteca seicentesca progettata dall’architetto Baldassare Longhena, costituisce un luogo perfetto per lo studio e la concentrazione.
Il polo bibliotecario è accessibile al pubblico dal lunedì al venerdì e vi è la possibilità di consultare i libri antichi all’interno di un’area a loro dedicata.
Se dopo esserti imbattuto negli annosi volumi delle biblioteche hai bisogno di prendere una boccata d’aria, ti consigliamo di visitare il celebre labirinto che si snoda nel retro del monastero.
Il Labirinto Borges fu realizzato dall’architetto inglese Randoll Coate in memoria dello scrittore argentino Jorge Luis Borges: un dedalo costruito con 3200 alberi di bosso e un’unica uscita. Lungo il percorso troverai numerosi oggetti di ispirazione borghesiana che celebrano incessantemente le opere letterarie dello scrittore Borges.
Una sfida che ti porterà a fare una passeggiata di almeno un chilometro, ammesso di non…perderti.

Le bellezze di San Giorgio Maggiore: appuntamenti da non perdere

L’appuntamento che sicuramente non devi perderti è il tramonto che puoi ammirare dalla cima del campanile: durante le giornate di primavera, quando il cielo è terso da nubi leggere, la foto d’autore risulta di facile riuscita.
Salire sul campanile della Basilica di San Giorgio Maggiore significa avere un panorama che spazia da l’Isola della Giudecca, la Punta della Dogana, il Canal Grande, la Piazza San Marco con il campanile e il Palazzo Ducale, fino ad arrivare ai Giardini e all’isola del Lido in lontananza.