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Itinerario Giovane

Alla scoperta della città moderna della Biennale e del Festival del Cinema, delle mostre d’arte e del divertimento. Un percorso che rievoca le celebrazioni tradizionali, dal Carnevale alla Regata Storica, e si arricchisce dei sapori della tavola fra i bacari e le pasticcerie cittadine. Infine la visita delle isole: in vaporetto fino alla Giudecca e su due ruote lungo il litorale del Lido e di Pellestrina.

Primo giorno

Mattina – La città moderna della Biennale e degli spazi verdi, il Museo Navale e l’Arsenale da dove partivano gli antichi velieri

Pomeriggio – Le sedi dell’arte contemporanea e delle esposizioni, dalle Gallerie dell’Accademia alla Collezione Guggenheim

Sera – Degustazioni di vini veneti e assaggi gustosi in una delle enoteche più amate dalle star del cinema

 

Secondo Giorno

Mattina – Il Lido di Venezia da visitare in bicicletta sul lungomare fra chiese antiche, alberghi da sogno, Mostra del Cinema e Casinò

Pomeriggio – Pellestrina, isola incontaminata di orti, vecchie chiese e boschetti da attraversare a piedi o su due ruote

Sera – Cena al Lido in un locale informale e accogliente a cui far seguire una tranquilla passeggiata o due salti in discoteca

 

Terzo Giorno

Mattina – Echi del Carnevale a Piazza San Marco, i laboratori di maschere e i negozi dove acquistare i dolci tipici

Pomeriggio – L’isola di San Giorgio e l’isola della Giudecca: monumenti, panorami insoliti e feste tradizionali

Sera – Quartiere di Cannaregio fra piatti tradizionali, a due passi da Ca’ D’Oro, e musica dal vivo

 

Primo Giorno

Mattina

Città d’arte e storia, Venezia è un laboratorio inesauribile di cultura ricca di spazi in cui trova espressione l’arte contemporanea, come dimostrano le numerose gallerie in città. Già sede di una università molto rinomata che si anima di studenti e di attività che intorno ad essi ruotano, Venezia vanta un antico legame anche con i giovani artisti rappresentato dal prestigioso appuntamento della Biennale di Venezia. Sull’isola di Sant’Elena, unico esempio di progettazione moderna della città, si trova la sede con i padiglioni commissionati dai diversi paesi stranieri che ogni due anni partecipano alla rassegna artistica. Lasciamo l’isola, magari avendo fatto prima una passeggiata fra i viali dei Giardini della Biennale e i Giardini Pubblici, una delle poche aree verdi di Venezia. Da qui la vista spazia su tutta la laguna. Proseguiamo lungo la riva dei 7 martiri e giunti alla riva di San Biagio deviamo verso il Museo Navale che merita una visita per la ricca collezione di modellini antichi di velieri e navi che furono costruite e varate dall’Arsenale. Questo edificio costituisce il cuore della repubblica dagli inizi del XII secolo, quando da qui partivano le poderose navi alla volta dell’Oriente per i traffici commerciali o per le numerose guerre. Da notare il portale d’ingresso, ritenuto prima opera di Rinascimento a Venezia, e i due leoni marmorei, simbolo della vittoria della Repubblica della Serenissima riportata nel Peloponneso. Riprendiamo il percorso verso Riva degli Schiavoni e voltiamo a destra in direzione della chiesa di San Zaccaria, quindi proseguiamo fino al campo di Santa Maria Formosa. Sul piazzale si affacciano la Chiesa di Santa Maria Formosa e Palazzo Querini Stampalia, una delle sedi principali per le mostre contemporanee a Venezia. Al suo interno si trova anche una ricca e antica biblioteca molto frequentata dagli universitari.

Pomeriggio

Imbocchiamo calle Formosa, al civico 5183 si trova una graziosa enoteca, La Mascareta, ottimo posto per degustare un’ombra di vino insieme ai tradizionali cicheti. Spostiamoci, quindi, nel sestiere di San Marco, dove sorge il Teatro Goldoni, il principale teatro di prosa in città, dedicato al celebre commediografo. Poco distante da qui non bisogna perdere Palazzo Fortuny, abitazione di Mariano Fortuny oggi museo in cui si può visitare l’atelier di fotografia, scenografia, pittura e creazioni tessili dell’artista, oltre alle sue numerose opere. Sulla punta estrema di questo sestiere, che segna una curva sul Canal Grande, sorge Palazzo Grassi, altro luogo deputato all’arte. Status symbol della ricchezza della borghesia veneziana quando fu costruito, durante lo scorso secolo è diventato uno dei centri più rinomati di attività espositive a Venezia. Spostiamoci verso Campo Santo Stefano, una graziosa piazza molto amata dai veneziani e dove transitano molti turisti poiché da qui si raggiunge il Ponte dell’Accademia, unica struttura in legno sul Canal Grande. Superiamolo, ma prima godiamoci il panorama che si apre da questo punto di osservazione. Attraversato il ponte davanti a noi troviamo le Gallerie dell’Accademia, che ospitano una rassegna completa di dipinti di artisti veneti dal XIV al XVIII. Dirigiamoci quindi verso il campiello Barbaro, dopo aver oltrepassato il ponte di San Gregorio, può essere interessante sapere che il palazzo che porta lo stesso nome ospitò l’attrice Eleonora Duse, e che sempre da queste parti abitò anche il poeta Ezra Pound. Al numero civico 701 si trova la Fondazione Peggy Guggenheim, intitolata alla fine cultrice d’arte che scoprì artisti di grande talento dell’avanguardia europea e americana. Visitiamolo per ammirare le meravigliose opere di artisti come Picasso, Mirò, De Chirico, Jackson Pollok, scoperto dalla Guggenheim, Kandisky e molti altri.

Sera

Se la sera si è alla ricerca di un posto caratteristico e non turistico si può andare da Vino Vino, una celebre enoteca che si dice sia uno dei posti preferiti da Woody Allen, vicino al Teatro La Fenice. Qui si possono degustare ottimi vini e consumare un pasto veloce a base di menù fisso o piatti freddi, a prezzi competitivi, una rarità a Venezia.

Secondo Giorno

Mattina

Il secondo giorno lasciamo la Serenissima per raggiungere il Lido di Venezia, la rinomata spiaggia del capoluogo veneto. Il Lido si raggiunge in vaporetto attraversando l’intero il bacino di San Marco, un vero incanto. Il modo migliore per visitare questa lingua di terra, abbandonati i ponti e i canali di Venezia, è su due ruote. Giunti quindi in piazza Santa Maria Elisabetta affittiamo una bici e ci dirigiamo verso la riviera di San Niccolò fino a raggiungere la Chiesa di San Niccolò. Durante il tragitto si passa davanti alle mura e al Forte cinquecentesco di Sant’Andrea e si supera un ponte a mattoni rossi e pietra d’Istria. Durante la seconda domenica di maggio questo è il migliore punto di osservazione per la Festa della Sensa che celebra l’unione di Venezia con il mare. Proseguiamo fino al monastero benedettino di San Niccolò con l’elegante chiostro rinascimentale. Torniamo indietro e imbocchiamo il Gran Viale Santa Maria Elisabetta che ci conduce fino al Lungomare Marconi: davanti a noi la spiaggia con la fila degli stabilimenti balneari. Proseguendo si possono notare i grandi alberghi di inizio secolo, come l’Hotel des Bains dove Thomas Mann ambientò il romanzo Morte a Venezia, le ville eleganti e in fondo al viale il Palazzo del Cinema dove si svolge ogni anno a settembre la Mostra del Cinema di Venezia. Più avanti ancora il Palazzo del Casinò, tappa fondamentale per gli appassionati del gioco d’azzardo. In bici si possono raggiungere i murazzi e pedalare fino alla diga di Malocco, il tragitto su questi muraglioni costruiti all’inizio del Settecento per rinforzare il litorale dura alcuni chilometri ma la bella vista sulla laguna ripaga dello sforzo.

Pomeriggio

Il percorso può continuare fino a Pellestrina e i più sportivi possono proseguire in bicicletta. Ci si imbarca sul vaporetto dal porto di Malamocco e si approda sulla sottile striscia di terra, ancora più esile del Lido, immersa nella natura. All’orizzonte non si vede quasi più Venezia che appare molto lontana. Addentriamoci e noteremo come l’isola sia luogo prediletto da tante specie di uccelli, come i fratini e i fraticelli, cormorani, smergi, svassi dai ciuffetti dorati. Lungo il litorale incontriamo tre chiese e fra orti e vigne, sulla via che costeggia la laguna, possiamo ammirare palazzotti e case dei secoli XVI e XVII, caratteristici dell’architettura isolana. Durante la visita dei borghi noteremo come essi non si addensino intorno ad un canale, come in altre isole, ma si estendano in lunghezza sul litorale e voltino le spalle al mare per proteggere le coltivazioni dei piccoli orti dal vento. Le case di colore rosso, azzurro, giallo, risaltano subito all’occhio e conferiscono vivacità ad un paesaggio un po’ spoglio e surreale. Fermiamoci a visitare la chiesa di Sant’Antonio, edificata nei primi del Settecento, e poi il Tempio votivo dell’apparizione, che risale al 1718, dall’originale forma ottagonale e le due torrette. Accanto sorgono il Monastero di SS. Vito e Modesto, oggi abbandonati. La visita del Lido e di Pellestrina si può compiere anche a cavallo, rivolgendosi al Circolo ippico veneziano.

Sera

Fermiamoci al Lido per la cena e scopriamo un posto che non molti conoscono, un ambiente informale e accogliente dove mangiar bene senza spendere una fortuna. Si tratta del Bar Trento, un’osteria popolare con ottimi cicheti. Il Lido la sera riserva un atmosfera tranquilla e una veduta assolutamente da non perdere del Bacino di San Marco. Rientrando a Venezia se si ha voglia di fare le ore piccole suggeriamo la discoteca il Piccolo Mondo, molto alla moda in città.

 

Terzo Giorno

 

Mattina

 

Una visita di Venezia non può non includere Piazza San Marco, luogo abusato nell’immaginario turistico collettivo, ma che di presenza è sempre in grado di suscitare una grande emozione per la sua maestosità e i monumenti che rievocano in ogni angolo l’Oriente. Immaginiamola durante i festeggiamenti del Carnevale, gremita di maschere e gente in costume d’epoca a cui fanno da sfondo la Basilica e Palazzo Ducale. In quei giorni si può cogliere la magia di epoche passate quando le maschere consentivano ai veneziani di sovvertire ogni regola e di assumere comportamenti altrimenti censurabili. Un posto da non perdere a Venezia per scoprire la lavorazione delle maschere è il laboratorio del negozio Mondonovo Maschere, in campo Santa Margherita. Artigianato di lunga tradizione, basti pensare che qui sono state realizzate le maschere per l’ultimo film di Kubrick. Passando sotto la Torre dell’Orologio incamminiamoci in direzione di due celebri pasticcerie veneziane che nei giorni di Carnevale si riempiono di dolci tipici, un tripudio di fritole e galani di cui i veneziani sono molto golosi, e che portano con sé le influenze dei sapori orientali. In calle Fiubera si trova una delle sedi di Rosa Salva, pasticceria storica in attività dall’inizio del secolo scorso, l’altra sede è in piazza SS. Giovanni e Paolo. Dopo una pausa golosa se abbiamo ancora voglia di amaretti, bacoli, zaeti e buranelli fermiamoci in calle dei Fabbri da Marchini. Il percorso enogastronomico prosegue all’insegna delle ombre e dei cicheti, bocconcini appetitosi e assaggi sfiziosi che si trovano in abbondanza nei bacari, di cui la città può essere considerata la capitale. Dirigiamoci verso il Ponte di Rialto, attraversiamolo per raggiungere l’area della Pescheria, nella piazzetta antistante vi sono diversi bacari in cui fare dei gustosi assaggi. Facciamo un giro per il mercato, è una vera festa di colori e di odori del mare. E sempre legata al mare è una delle feste tradizionali veneziane, da non perdere la prima domenica di settembre. Si tratta della Regata Storica, che si svolge in concomitanza con la Mostra del Cinema, le cui origini risalgono al XIII secolo: uno spettacolare corteo sull’acqua con gondole parate a festa e figuranti vestiti da ambasciatori e da alti funzionari della Serenissima.

 

Pomeriggio

Il pomeriggio può essere dedicato alla scoperta delle due isole che sorgono di fronte a Piazza San Marco, San Giorgio Maggiore e la Giudecca, che sembrano costituirne una continuazione ideale, tanto da far sembrare il bacino una sorta di piazza d’acqua. Saliamo sul vaporetto che come prima tappa ci condurrà a San Giorgio Maggiore. L’isola è un tutt’uno con il suo monumento più rappresentativo: la chiesa di San Giorgio Maggiore, monumento palladiano, che vista da Venezia sembra galleggiare sull’acqua. Da non perdere al suo interno il dipinto di Jacopo Tintoretto, San Giorgio che uccide il drago. Prima i lasciare l’isola volgiamo lo sguardo verso Venezia, siamo di fronte alla Riva degli Schiavoni. Riprendiamo il vaporetto, in qualche minuto raggiungiamo la Giudecca. L’isola è parte integrante del contesto urbano e ospita alcuni importanti monumenti; iniziamo dalla visita della Chiesa delle Zitelle, così chiamata perché un tempo vi trovavano rifugio le giovani povere. Proseguiamo quindi verso la chiesa più famosa della Giudecca: la Chiesa del Redentore, ex voto della peste del 1576, il cui progetto fu affidato ad Andrea Palladio e che rappresenta uno dei massimi capolavori architettonici del Rinascimento. Sempre legata al Redentore è una delle feste più tradizionali del capoluogo veneto le cui celebrazioni si svolgono proprio su quest’isola, quando, la notte del terzo sabato di luglio, dagli zatteroni lungo le coste partono i fuochi d’artificio. Proseguendo lungo le fondamenta di Sant’Eufemia con bella vista sul canale della Giudecca incontriamo, quasi alla fine della Spina Longa, così i veneziani definivano questo lembo di terra, il Mulino Stuky, una costruzione di fine Ottocento. Un’enorme mole di cotto che dopo la chiusura del 1954 non fu più utilizzata e a cui si cerca ancora oggi di affidare una nuova funzione.

 

Sera

Rientrati in città ci si concede una cena tipicamente veneziana al ristorante Vini da Gigio, un locale molto apprezzato dai veneziani che si trova vicino Ca’ D’Oro. Anguilla alla griglia e fegato alla venexiana, fra i piatti da non perdere oltre agli ottimi vini. Sempre nel sestiere Cannaregio si trova un altro locale molto amato dai giovani in città: La Bagatela, nei pressi della Chiesa di Sant’Alvise, sulle fondamenta della Misericordia, dove ascoltare musica dal vivo